Info, eventi, social





  • 2002: Partecipazione in qualità di ricercatrice al progetto “European Study of the Epidemiology of Mental Disorders” (ESEMED), coordinato in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità promosso dall’O.M.S e dall’Università di Harvard
  • 2005: Conduzione di una Ricerca sulla condizione femminile all’interno delle carceri dell’Emilia Romagna promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna (pubblicata da Franco Angeli dal titolo “Donne e Carcere”)


Il metodo

Conoscenza di Sé e focalizzazione dell’intervento sulle criticità
L’obiettivo del percorso terapeutico è principalmente l’estinzione di un sintomo o di uno stato problematico comprendendone il significato adattivo e sostituendolo con modalità di reazione più funzionali

Co-costruire gli obiettivi da raggiungere
Chi richiede un intervento terapeutico ha la sovranità sulle proprie esigenze e sulla propria esperienza personale. Il terapeuta offre un metodo per accostarsi a tale esperienza in un percorso di ricerca guidata che consenta di raggiungere i propri obiettivi.

L’intervento terapeutico
La psicoterapia è prima di tutto una relazione tra due o più protagonisti impegnati in un processo curativo esente da giudizio e basato sull’accoglienza e sulla fiducia.

La cornice entro la quale si articola il lavoro terapeutico, nell’ottica costruttivista, è esemplificabile attraverso la metafora proposta originariamente da Kelly nel 1955, dell’uomo come scienziato.
Il processo di terapia è concettualizzato come un lavoro di ricerca all’interno del quale il terapeuta ed il paziente svolgono ruoli complementari e distinti rispettivamente di supervisore e ricercatore. definendo così , metaforicamente, le competenze specifiche di ognuno dei due membri all’interno della relazione: Rispetto all’oggetto della ricerca il paziente ne è l’esperto (le sue sensazioni, i suoi pensieri, le sue emozioni e  il suo sistema di conoscenza) perché è l’unico ad avere la possibilità di un diretto contatto con esso; il terapeuta invece, è l’esperto rispetto al metodo e il suo lavoro è quello di suggerire le procedure, gli strumenti e i tempi per portare avanti l’intero processo.

Gli effetti della psicoterapia sono sostanziali e riguardano molte aree di funzionamento e sono stati documentati tramite metodi e fonti diverse.

Auto-osservarsi
Il processo terapeutico comporta, sia durante la seduta sia nel corso della settimana, il metodo dell’auto-osservazione.

Auto-osservazione significa imparare a comprendere la propria prospettiva, dettagliando le situazioni, i pensieri e le emozioni da esse esperite da cui derivano disagi e sintomi, togliendo quindi ”il pilota automatico” che ognuno di noi ha se non impara l’auto-osservazione.

Il compito del terapeuta è quello di accompagnare il cliente nel percorso di conoscenza interiore della propria soggettività, incitandolo a volgere lo sguardo verso direzioni potenzialmente più funzionali e sostenendolo nei momenti emotivamente più critici.

Lavorare sul comportamento
L’interpretazione soggettiva degli eventi porta a reagire con pensieri ed emozioni dai quali poi, derivano le azioni. La terapia mira a sviluppare nuovi comportamenti, maggiormente efficaci, sia con tecniche specifiche sia aumentando i livelli di consapevolezza che contribuiranno a sviluppare risorse  necessarie per sperimentare e gestire atteggiamenti sempre più efficaci.

La durata limitata
Il processo terapeutico è limitato nel tempo rispetto ad altre forme di terapia, seppure all’interno di un’ampia variabilità soggettiva rispetto al problema presentato.
Le tempistiche variano anche a seconda dell’intervento richiesto, se di consulenze brevi o di un percorso più profondo di psicoterapia.

La verifica degli obiettivi
Al termine del lavoro terapeutico dovrà essere evidente al cliente che ci sono stati cambiamenti soggettivi e oggettivi rispetto all’inizio. Si cerca di raggiungere una maggiore comprensione e flessibilità del Sé oltre ad un cambiamento che riguarda  anche i comportamenti e il modus operandi di ciascun individuo.



Ambiti di intervento

  • Disagio o difficoltà di relazione (sociale, di coppia, familiare)
  • Disturbi dell’infanzia e dello sviluppo (disturbo da iperattività e Mutismo selettivo)
  • Disturbi dello spettro psicotico (schizofrenia, schizoaffettività, Disturbo delirante e Disturbo Pscicotico breve)
  • Disturbi d'ansia (attacchi di Panico, disturbi d’ansia generalizzata, ipocondria, fobie, ossessioni, compulsioni, stress post-traumatico)
  • Disturbi dell'umore (depressione, disturbo bipolare)
  • Difficoltà legate alle fasi della crescita (adolescenza, gravidanza, menopausa, pensionamento, lutto, perdite...)
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità)
  • Disturbo del controllo degli impulsi (gioco d'azzardo patologico GAP, cleptomania, piromania, tricotillomania);
  • Disturbi di personalità (dipendente, evitante, ossessivo-compulsivo, antisociale, istrionico, narcisistico, paranoide, schizoide, schizotipico);
  • Disturbi sessuali (desiderio sessuale ipoattivo, avversione sessuale, impotenza, frigidita', anorgasmia, eiaculazione precoce, vaginismo)
  • Tossicodipendenza e droga (abuso di droghe e psicofarmaci)

Dott.ssa Chiara Satanassi - Psicologo Psicoterapeuta Bologna
Riceve presso lo studio privato sito in Via Canova 19, 40138 Bologna
chiarasatanassi@libero.it | privacy

num albo 3539 sezione A del 01/01/2004 Laurea in Psicologia Clinica

AVVISO: Le informazioni contenute in questo sito non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi.
I consigli forniti via web o email vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento.
La visita psicologica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.

©2015 Tutti i testi presenti su questo sito sono di proprietà della Dott.ssa Chiara Satanassi.
Ultima modifica: 04/04/2016