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  • 2002: Partecipazione in qualità di ricercatrice al progetto “European Study of the Epidemiology of Mental Disorders” (ESEMED), coordinato in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità promosso dall’O.M.S e dall’Università di Harvard
  • 2005: Conduzione di una Ricerca sulla condizione femminile all’interno delle carceri dell’Emilia Romagna promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna (pubblicata da Franco Angeli dal titolo “Donne e Carcere”)


I capricci dei bambini: Aiuto!

Attacchi di Panico Bologna

I capricci dei bambini sono l’incubo dei genitori!
Tutti siamo stati capricciosi almeno una volta nella vita.

I capricci sono atteggiamenti molto comuni nei piccoli e fanno parte della fase evolutiva e di crescita del bambino, tuttavia urla, grida, pianti disperati, lacrimoni, calci, etc., a volte sono veramente difficili da gestire.

Di solito i capricci sono più frequenti dai 3 ai 12 anni. In questa fase il bambino avverte un bisogno estremo di affermarsi e di affermare la propria indipendenza rispetto all’adulto demarcandosi attraverso dei sonori “no” associati a tutti quegli atteggiamenti sovradescritti.

I capricci sono l’unico strumento che hanno i più piccoli, per capire fin dove possono arrivare, quanto sono “onnipotenti” e per mettere poi alla prova la pazienza dei grandi, testando la fermezza dei loro limiti. L’adulto rappresenta un punto di riferimento affettivo e normativo, che il piccolo cerca a suo modo di esaminare, anche attraverso questi atteggiamenti.

Che cosa sono i capricci?

Attacchi di Panico Bologna

Prima di tutto non è possibile considerare il capriccio come caratterizzante del singolo bambino, quanto più della relazione con lo stesso.

Il capriccio è una reazione che può avvenire se c’è la compresenza di due figure: un bambino ed un adulto (genitore, insegnante, allenatore, etc.).

I bambini non sono capricciosi di natura, ma possono avere atteggiamenti capricciosi.

Si tratta di manifestazioni relazionali che servono a modificare ciò che risulta disfunzionale, in quel dato momento, nel rapporto.

Spesso dietro ad un pianto capriccioso e lagnoso si nascondono diversi tipi di bisogni, sono segnalatori di messaggi molto diversi, talvolta il capriccio cela una semplice stanchezza, talvolta il bisogno di affermarsi, oppure più semplicemente è indicativo di una difficoltà a verbalizzare e a gestire le proprie emozioni le quali hanno bisogno spesso di essere regolate dall’adulto.

È importante capire il linguaggio dei piccoli, per sintonizzarsi con loro e di conseguenza capire i loro reali bisogni.

Come gestire i capricci

Partiamo dalla premessa che non serve essere genitori perfetti, perché prima di tutto non esistono, e secondo poi perché la perfezione non aiuta i figli a crescere; occorre essere, come asseriva Winnicott un pediatra e psichiatra infantile, un genitore “sufficientemente buono

Talvolta le richieste dei bambini possono essere incessanti ed assurde, tanto è vero che i genitori faticano a contenerle e a comprenderle.

In più nella nostra società occidentale, quella del tutto e subito”, i bambini sono costantemente bombardati da pubblicità che inducono sempre più nuovi e impellenti bisogni, non esiste nella loro testa il concetto dell’attesa e del sacrificio, per loro è diventato tutto scontato ed immediato, colludendo con il loro già naturale istinto all’ottenere immantinentemente senza attendere.

Tutti noi, compresi i bambini, abbiamo bisogno di regole precise, in grado di educare/ confinare le richieste sebbene questo possa talvolta creare frustrazione nel piccolo.

Il bambino attraverso la regola impostata dall’adulto, si confronta con la realtà.

Il limite insegna ad avere pazienza e ad imparare che “non è tutto possibile” ma ci si deve adeguare con una società regolante contenente altri individui che hanno anch’essi le loro regole e bisogni, insegnandogli così il valore della rinuncia.

Quando un genitore risponde NO davanti ad una richiesta del piccolo, scatena la classica reazione capricciosa. Ma quel NO è determinante per garantire una crescita sana, per far distinguere i bisogni reali da quelli superflui e per far capire cosa sia sbagliato e cosa sia corretto fare.

L’unica cosa importante è che ogni regola deve essere proporzionata all’età del bambino e condivisa da entrambi i genitori, per evitare di trasmettere un segnale confuso e poco costruttivo. Il bambino deve avere limiti chiari, decisi, in cui muoversi.

Quindi un NO, pronunciato in modo fermo e parsimonioso (si perché non si possono dire troppi no se no perdono di valore e sarebbe peraltro troppo castrante) aiuta a crescere cosi come un SI.

Se ad esempio vediamo vedete figlio lanciare oggetti, anche solo per gioco, non limitiamoci a sgridarlo o a dire “NO non si fa”, proviamo a proporre un’alternativa di gioco, oppure a giocare direttamente con lui. I bambini accettano più volentieri le novità e tanto più se sono novità che comprendono il rapporto con “l’altro significativo”

Il capriccio è in realtà un messaggio criptato che esprime un reale bisogno: impariamo ad ascoltarlo, ma soprattutto impariamo ad interpretarlo nella maniera più corretta e a proporgli “un’esperienza affettiva correttiva alternativa” più funzionale e piacevole del capriccio che comunque risulta essere molto “faticoso” anche per il bambino.

Ci sono mille sfumature da valutare, l’importante è saper osservare.

Non dobbiamo dimenticare che i bambini ci chiedono solamente alcune semplici cose: Presenza, Gentilezza, Amore e Disponibilità.

Autore: Dott.ssa Chiara Satanassi
Psicologa e Psicoterapeuta a Bologna



Ambiti di intervento

  • Disagio o difficoltà di relazione (sociale, di coppia, familiare)
  • Disturbi dell’infanzia e dello sviluppo (disturbo da iperattività e Mutismo selettivo)
  • Disturbi dello spettro psicotico (schizofrenia, schizoaffettività, Disturbo delirante e Disturbo Pscicotico breve)
  • Disturbi d'ansia (attacchi di Panico, disturbi d’ansia generalizzata, ipocondria, fobie, ossessioni, compulsioni, stress post-traumatico)
  • Disturbi dell'umore (depressione, disturbo bipolare)
  • Difficoltà legate alle fasi della crescita (adolescenza, gravidanza, menopausa, pensionamento, lutto, perdite...)
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità)
  • Disturbo del controllo degli impulsi (gioco d'azzardo patologico GAP, cleptomania, piromania, tricotillomania);
  • Disturbi di personalità (dipendente, evitante, ossessivo-compulsivo, antisociale, istrionico, narcisistico, paranoide, schizoide, schizotipico);
  • Disturbi sessuali (desiderio sessuale ipoattivo, avversione sessuale, impotenza, frigidita', anorgasmia, eiaculazione precoce, vaginismo)
  • Tossicodipendenza e droga (abuso di droghe e psicofarmaci)

Dott.ssa Chiara Satanassi - Psicologo Psicoterapeuta Bologna
Riceve presso lo studio privato sito in Via Canova 19, 40138 Bologna
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num albo 3539 sezione A del 01/01/2004 Laurea in Psicologia Clinica

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Ultima modifica: 04/04/2016